Barna da Siena

« In San Gimignano di Valdelsa lavorò a fresco nella Pieve alcune storie del Testamento Nuovo, le quali avendo già assai presso alla fine condotte, stranamente dal ponte a terra cadendo, si pestò di maniera dentro e sì sconciamente s’infranse ch’in spazio di due giorni, con maggior danno dell’arte che suo che a miglior luogo se n’andò, passò di questa vita. E nella Pieve predetta i Sangimignanesi, onorandolo molto nell’essequie, diedero al corpo suo onorata sepoltura, tenendolo in quella stessa reputazione morto che vivo tenuto l’avevano, e non cessando per molti mesi d’appiccare intorno al sepolcro suo epitaffii latini e vulgari, per essere naturalmente gl’uomini di quel paese dediti alle buone lettere. Così dunque all’oneste fatiche del Berna resero premio conveniente, celebrando con i loro inchiostri chi gl’aveva onorati con le sue pitture. Giovanni da Asciano, che fu creato del Berna, condusse a perfezione il rimanente di quell’opera. »