
Antonio Angelini (documenté à Sienne de 1610 à 1645)
I santi Elisabetta d’Ungheria e Ludovico di Tolosa adoranti la Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Chiara. Madonna della Pace (Les saints Elisabeth de Hongrie et Louis de Toulouse en adoration devant la Vierge à l’enfant, entre les saints François et Claire. également appelée Madone de la Paix), 1645.
Huile sur toile, 281 x 155 cm.
Provenance : Église de San Francesco, Montalcino.
Montalcino, Chiesa dei Bianchi o della Misericordia.
Le tableau peint par Antonio Angelini représente La Vierge portant l’Enfant Jésus sur ses genoux, entourée des saints François d’Assise, Elisabeth de Hongrie, Louis IX, roi de France et Claire de Montefalco.
On sait par Don Antonio Brandi [1]Don Antonio BRANDI, Chiesa e convento di S. Francesco in Montalcino, 1967. Prenant appui sur les écrits (Rifacimento della Chiesa di San Francesco) du Padre Pietro Bonaventura Bovini, de Montalcino, ce texte reconstitue l’aménagement et le mobilier du complexe de Saint François. que cette toile provient de l’église voisine de San Francesco d’où elle a été évacuée à la suite des importants travaux de mise au goût du jour qu’effectuèrent les franciscains dans les dernières décennies du XVIIIe s. [2]« Lors de la réfection, l’autel dit des ‘Terziani’ ne trouva plus sa place ; c’est alors que le grand tableau […] qui se trouvait sur cet autel fut concédé à l’église de la Misericordia et installée sur le maître autel, en remplacement d’un autre grand tableau de la Madonna delle Nevi (Madone des neiges). Comme le tableau [provenant de l’église de San … Poursuivre L’image est réputée miraculeuse depuis l’événement, raconté par le même Don Antonio Brandi [2] qui survînt dans l’église à la fin du XVIIIe s. [3]« […] En 1799, précisément dans l’après-midi du 14 juin, se produisit un prodige dans l’église de la Misericordia : deux enfants qui observaient, l’image de la Vierge Sainte entre toutes clairement virent celle-ci ouvrir et fermer les yeux. Mis au fait d’une chose aussi étonnante, et alors que les cloches sonnaient à toute volées, une foule de gens accourut subitement, si … Poursuivre
En un instant, un apparat de fête fut mis en place, et l’on solennisa le prodige par dix jours de fêtes durant lesquels accourut un nombre indicible de personnes, soit de la ville, soit des environs, afin de vénérer ‘l’Image Sacrée en faisant surenchère pour décorer l’autel d’oblations spontanées et de dons dignes de considération, et pour jouir pendant ce même temps des coûteuses illuminations publiques, qui furent renouvelées par trois fois sur plusieurs journées à l’applaudissement général, ainsi que pour le plaisir et la satisfaction de tous.’
Le service d’ordre et de surveillance fut assuré par les soldats ‘envoyés par l’illustre nation arétine. [3] »
On ne peut qu’admirer le fait que le peintre Antonio Angelini soit l’auteur non pas d’une, mais de deux « images sacrées », chacune d’elles faisant l’objet d’une dévotion particulière et demeurant toujours en place dans deux églises de Montalcino. Le lecteur aura peut-être déjà fait le lien avec la seconde image miraculeuse de la Vierge Marie conservée à Montalcino, dans l’église-sanctuaire de la Madonna del Soccorso.
[1]
[2]
[3] Cette formule emphatique, à l’instar du texte dont elle est extraite, désigne la Commune d’Arezzo.
Elisabeth de Hongrie, Louis de Toulouse, François, Claire.
Attribué à Stefano Volpi
Antonio Angelini, Madonna della Pace
olio su tela, 1645
Riguardo al dipinto della ‘Madonna della Pace’ si fa riferimento allo studio di Don Antonio Brandi (Don Antonio Brandi, Chiesa e Convento di S. Francesco in Montalcino, 27 febbraio 1967) che, sulla scorta degli scritti del Padre Maestro Pietro Bonaventura Bovini di Montalcino, ricostruisce l’antico assetto e l’arredo liturgico del complesso di S. Francesco:
« »A mano sinistra, quando s’entra in chiesa, il primo altare è del Beato Ordine del padre San Francesco, chiamato di santa
Lisabetta, regina d’Ungheria: era un piccolo altare con sola nicchia nella muraglia che racchiudeva la statua della santa che ora si vede in altra nicchia quivi vicina. Nel 1645, al tempo del Padre Maestro Angelini fu fatto l’altare di pietra parte colle rendite dei
Terziari e Terziarie di quel tempo e specialmente con quelle di Caterina Carpi.
La tavola dell’altare è opera del Maestro Antonio Angelini di Montalcino, discepolo di Francesco Vanni, quale lasciò il bene addottrinato nel disegno, ma in quanto al colorire, sopraggiungendogli la morte, non poté darli tutti i suoi segreti e ammaestramenti opportuni. Rappresenta in essa tavola la Vergine Santissima. A piè della Vergine si vede effigiata Santa Lisabetta in atto di raccomandarle tutti i Terziari e Terziarie; accanto ad essa c’è l’effigie del serafico Padre S. Francesco, poi di San Lodovico o Luigi IX, re di Francia, di Santa Chiara Vergine col Venerabile in mano, altri angioletti e puttini, tra i quali uno, al piè di San Luigi, tiene la corona reale di Santa Lisabetta. » (Padre Maestro Pietro Bonaventura Bovini, Rifacimento della Chiesa di San Francesco, par. XXIX
– altare di S. Lisabetta o del Beato Ordine).
Nel rifacimento della chiesa questo altare venne a scomparire: il quadro che era su questo altare venne donato alla
Compagnia dei Bianchi che lo sistemò sull’altare maggiore della propria chiesa, come oggi si può vedere. Tale dono avvenne, pensiamo, per il fatto che fin dalla sua istituzione detta compagnia aveva officiato in San Francesco l’altare dei
Terziari.
Pensiamo che in questa circostanza la Compagnia dei Bianchi abbia donato alla Chiesa di San Francesco il grande quadro della Madonnna delle Nevi che si trovava sull’altare maggiore della loro chiesa: la Compagnia dei Bianchi
celebrava infatti come proprio titolare la Madonna delle Nevi (…)».
(Don Antonio Brandi, Chiesa e Convento di S. Francesco in Montalcino, 27 febbraio 1967, pp. 24-5).
Lo stesso Don Antonio Brandi fornisce ulteriori notizie sul dipinto in Il Volto e l’Anima della Compagnia di Misericordia dei Bianchi:
«(…) Negli ultimi decenni del 1700 i Padri Francescani decisero di mutar volto alla loro chiesa. Nel rifacimento non trovò più posto l’altare detto dei Terziari; così il grande quadro rappresentante la Vergine Santissima con sulle ginocchia Gesù Bambino, San Francesco d’Assisi, S. Elisabetta di Ungheria, Santa Chiara e San Ludovico re di Francia, che stava su detto altare, fu concesso alla Chiesa della Misericordia e sistemato sull’altare maggiore in sostituzione di un grande quadro della Madonna delle Nevi. Poiché questo quadro non era centinato come quello della Madonna delle Nevi, fu ridotto allo stato presente a cura del valente pittore montalcinese Dott. Carlo Costanti».
(Don Antonio Brandi, Il Volto e l’Anima della Compagnia di Misericordia dei Bianchi, 25 gennaio 1967, p. 6).
Il Prodigio della Madonna della Pace
All’immagine della ‘Madonna della Pace’ è legato il racconto di un prodigio verificatosi nella Chiesa dei Bianchi alla fine del XVIII:
«(…) Nel 1799 e precisamente nel pomeriggio del 14 giugno, si verificò nella Chiesa della Misericordia un prodigio: l’immagine di Maria Santissima da dei fanciulli che la osservavano fu vista chiaramente aprire e chiudere gli occhi.
Palesato da questi un tal fatto, mentre le campane di San Francesco suonavano a distesa, subito fu un accorrere di gente tanto che in brevissimo tempo la chiesa fu ripiena dei spettatori devoti « alla presenza dei quali degnatasi la Vergine di replicare più volte il prodigio, sorpresi tutti restarono da tenerezza e meraviglia sì grande, che sommerso avendo ciascuno il proprio cuore nel più vasto oceano di dolcezza e contento, tra le più affettuose e abbondanti lacrime e infuocati sospiri, benedicendo il Signore, grazie rendevano alla Regina del Cielo con solenne canto delle Litanie e d’altre devote preci.
E gli uni agli altri di stimolo servendo e di impulso, non d’altro risuonar l’aria per ogni dove sentivasi che del più dolce, consolante e allegro « Evviva Maria! ».
Subito fu approntato un apparato di festa, si solennizzò il prodigio per dieci giorni, durante i quali accorse un numero indicibile di persone sia della città sia forestieri « per venerare la Sacra Immagine facendo a gara in adornare il sacro altare di spontanee oblazioni e di doni di considerazione importante, e godere nel tempo medesimo della pubblica e sfarsosa illuminazione, che per tre volte in diversi giorni fu rinnovata con sommo plauso, universal gradimento e soddisfazione ».
Il servizio d’ordine e di vigilanza fu curato dai soldati inviati dalla « illustre nazione Aretina ».
Di tal prodigio fu fatto nello stesso anno regolare processo i cui incartamenti manoscritti si trovano presso la Curia, mentre dai festaioli fu pubblicata, a stampa, un relazione di cui conosciamo due esemplari: uno nella Chiesa della Misericordia in due cornici ai lati dell’altare, l’altro presso la Biblioteca Comunale. In questo secondo esemplare, al termine della relazione sono riportate due laudi, anonime, composte nell’occasione del prodigio».
(Don Antonio Brandi, Il Volto e l’Anima della Compagnia di Misericordia dei Bianchi, 25 gennaio 1967, pp. 6-7).
Notes
| 1↑ | Don Antonio BRANDI, Chiesa e convento di S. Francesco in Montalcino, 1967. Prenant appui sur les écrits (Rifacimento della Chiesa di San Francesco) du Padre Pietro Bonaventura Bovini, de Montalcino, ce texte reconstitue l’aménagement et le mobilier du complexe de Saint François. |
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| 2↑ | « Lors de la réfection, l’autel dit des ‘Terziani’ ne trouva plus sa place ; c’est alors que le grand tableau […] qui se trouvait sur cet autel fut concédé à l’église de la Misericordia et installée sur le maître autel, en remplacement d’un autre grand tableau de la Madonna delle Nevi (Madone des neiges). Comme le tableau [provenant de l’église de San Francesco] n’avait pas les mêmes dimensions que celui de la Madonna delle Nevi, celles-ci furent réduites à leur état présent par les soins du valeureux peintre de Montalcino Dr Carlo Costanti ». Don Antonio BRANDI, Chiesa e convento di S. Francesco in Montalcino, document dactylographié, 1967. Prenant appui sur les écrits (Rifacimento della Chiesa di San Francesco) du Padre Maestro Pietro Bonaventura Bovini, de Montalcino, ce texte reconstitue l’aménagement et le mobilier du complexe de Saint François. |
| 3↑ | « […] En 1799, précisément dans l’après-midi du 14 juin, se produisit un prodige dans l’église de la Misericordia : deux enfants qui observaient, l’image de la Vierge Sainte entre toutes clairement virent celle-ci ouvrir et fermer les yeux. Mis au fait d’une chose aussi étonnante, et alors que les cloches sonnaient à toute volées, une foule de gens accourut subitement, si bien qu’en un rien de temps, l’église fut remplie de dévots spectateurs en présence desquels la Vierge daigna renouveler à plusieurs reprises le prodige, tous demeurant surpris et emplis d’une tendresse et d’un émerveillement aussi grands qu’ils submergèrent le cœur de chacun d’eux dans le plus grand océan de douceur et de contentement, à travers les larmes les plus affectueuses et les plus abondantes, les soupirs les plus enflammés, bénissant le Seigneur, ils rendaient grâce à la Reine des Cieux par le chant solennel des Litanies et d’autres pieuses prières. Et les uns unis aux autres, stimulés par une impulsion commune, ils firent résonner l’air les plus doux, les plus consolants et les plus joyeux cris de « Evviva Maria ! » (‘Vive Marie !).» BRANDI, Don Antonio, Il Volto e l’Anima della Compagnia di Misericordia dei Bianchi, document dactylographié, 1967, pp. 6-7. |

