Niccolò di Segna

Niccolò di Segna ou Niccolò di Segna di Buonaventura (documenté à Sienne en 1331 – après 1350 [1]Un document siennois atteste qu’il loua un atelier de peintre en 1331 (Borghesi et Banchi 1898). En 1348, à Sansepolcro, il reçut le paiement d’un retable perdu destiné à l’église Sant’Agostino (Polcri 1995).) : fils de Segna di Buonaventura et frère de Francesco di Segna, tous deux peintres comme lui. Avec lui, c’est désormais la troisième génération de peintres qui s’expriment après la disparition de Duccio. Niccolò transforme d’abord le langage pictural de son père « sur la base de suggestions dérivées d’Ugolino di Nerio et de Simone Martini », avant d’être « amené à maturité avec une acquisition progressive de la vigueur formelle de l’art de Pietro Lorenzetti ». [2]Beatrice FRANCI, Duccio…

Niccolo’ di Segna, Polittico della Resurrezione

La reconstitution du corpus du peintre a souvent été controversée, car les seules œuvres documentées sur lesquelles s’appuyer sont le Crucifix de la Pinacothèque nationale de Sienne (inv. 46), signé et daté 1345, et la Vierge à l’Enfant de la chapelle de Montesiepi (Chiusdino), découverte et identifiée par Bacci (1935) comme une œuvre signée par Niccolò et datée de 1336. [3]Beatrice Franci, op. cit., p. 365.

[4]Nicoletta MATTEUZZI, Niccolò di Segna e suo fratello Francesco. Pittori nella Siena di Duccio, di Simone e dei Lorenzetti, Florence, Edifir, 2018.

Principales œuvre visibles dans la Province de Sienne
  • Arcangelo Michele e santi. Sienne, Pinacoteca nazionale.
  • Croce dipinta, v. 1340. Sienne, Pinacoteca nazionale.
  • Madonna della Misericordia, 1331-1345. Sienne, Pinacoteca nazionale.
  • I Santi Benedetto e Michele Arcangelo ; I Santi Bartolomeo e Nicola. Sienne, Pinacoteca nazionale.
  • Madonna col Bambino. Sienne, Pinacoteca nazionale.
  • Santa Caterina d’Alessandria. Sienne, Pinacoteca nazionale.
  • Transito di San Giovanni Evangelista, v. 1345. Fresque. Sienne, basilica di Santa Maria dei Servi, cappella Spinelli.
  • Crocifisso. Bibbiena, chiesa di Sant’Ippolito a (già in San Lorenzo).
  • Madonna col Bambino, v. 1336. Chiusdino, Museo civico e diocesano di arte sacra di San Galgano.
  • Madonna in trono tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, Pienza, Museo diocesano. A quest’ultima opera, e non al citato polittico n. 38 della Pinacoteca senese (Matteuzzi, 2009, p. 96), appartengono le due cuspidi raffiguranti Angeli a mezza figura del Cleveland Museum of art e quella raffigurante il Redentore benedicente di Raleigh (North Carolina Museum of art), attribuite a Niccolò per la prima volta da Van Os (1972, p. 82). La perfetta coincidenza delle misure delle tavole, e la stessa provenienza di tutti i pannelli dalla collezione Pannilini di San Giovanni d’Asso avvalorano questa ipotesi, per altro confermata da Lusini (1912, p. 129) che nel 1912, alla mostra duccesca di Siena, aveva avuto modo di osservare il trittico corredato dalle tre cuspidi (Museo diocesano, 1998).
  • Madonna con Bambino. Montichiello, chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo.
  • San Cristoforo. Montichiello, chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo.
  • San Leonardo. Montichiello, chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo.
  • Vita di Santa Caterina d’Alessandria. Montichiello, chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo.
  • San Pietro. Montichiello, chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo.
  • Redentore benedicente, 54 x 55 cm. Asciano, collezione Salini.
Corpus d’œuvres de NICCOLÒ di Segna hors de Sienne
  • Sant’Orsola et San Vittore, 25 x 20 cm (chacun). Dijon, Musée des Beaux-Arts.
  • Santa Caterina d’Alessandria, santa Maria Maddalena e santa Margherita. Stoccarda, Staatsgalerie (Rave 1985, pp. 6-9).
  • San Francesco. Pise, Museo di Palazzo Reale di Pisa (cat. 58-61)
  • Santo vescovo comparso nel 1995 sul mercato antiquario, e inoltre la Madonna in trono con santi, angeli e un donatore benedettino già nella collezione Thyssen-Bornemisza a Castagnola.
  • Madonna col Bambino un tempo in collezione Drury-Lowe a Locko Park [5]Stubblebine 1979, p. 154, fig. 478. : è possibile cogliere l’inizio di un mutamento stilistico del pittore in direzione di una maggiore sobrietà di immagine e ampiezza di forme che caratterizza il suo linguaggio maturo, ben visibile nella
  • Madonna del 1336.
  • Madonna col Bambino. Venise, collezione Cini, proveniente dal convento di San Francesco a Prato, del quale facevano parte la
  • Santa Lucia. Baltimore, Walters Art Gallery),
  • il San Vitale e la Santa Caterina d’Alessandria. Atlanta, Art Association Galleries,
  • il San Bartolomeo della Pinacoteca di Siena (inv. 37) e infine, nell’ordine superiore, quattro tavole un tempo a Colonia, riferite a Niccolò di Segna già da Cavalcaselle (Crowe, Cavalcaselle 1864-1866, I (1864), pp. 58-59) e un quinto elemento conservato al museo dell’Ermitage di San Pietroburgo (Kustodieva 1979, pp. 71-73). Cronologicamente vicini a questo complesso sono gli affreschi riconducibili a Niccolò di Segna nella cappella Spinelli in Santa Maria dei Servi a Siena (ossia la scena dell’Ascensione dell’Evangelista, i quattro santi ai lati della finestra e gran parte delle fasce decorative), che, assieme ad alcuni frammenti di affreschi nella chiesa dei santi Leonardo e Cristoforo a Monticchiello (tra cui una rovinatissima Maestà tra san Leonardo e un santo vescovo, alcune frammentarie figure di santi e due Episodi della vita di santa Caterina d’Alessandria), recentemente riferiti al pittore da Torriti (1999), contribuiscono a illustrare l’attività di frescante di Niccolò di Segna nel corso del quinto decennio. Altre opere della tarda attività del pittore (tra cui le otto tavolette con mezze figure di santi pubblicate e attribuite a Niccolò di Segna da Zeri – 1967, p. 477 -,
  • la Madonna col Bambino di Villa I Tatti a Settignano e il trittico diviso tra i musei di Pienza, Cleveland e Raleigh) rivelano, nel chiaroscuro morbido e fumoso e nella complessa articolazione spaziale delle figure, un rapporto strettissimo con
  • il polittico della Resurrezione di Sansepolcro

Notes

Notes
1 Un document siennois atteste qu’il loua un atelier de peintre en 1331 (Borghesi et Banchi 1898). En 1348, à Sansepolcro, il reçut le paiement d’un retable perdu destiné à l’église Sant’Agostino (Polcri 1995).
2 Beatrice FRANCI, Duccio…
3 Beatrice Franci, op. cit., p. 365.
4 Nicoletta MATTEUZZI, Niccolò di Segna e suo fratello Francesco. Pittori nella Siena di Duccio, di Simone e dei Lorenzetti, Florence, Edifir, 2018.
5 Stubblebine 1979, p. 154, fig. 478.

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