Nicola da Tolentino

Nicola di Compagnone, dit Nicolas de Tolentino [1]Il doit son surnom « da Tolentino », du long séjour qu’il effectua dans cette ville, avant d’y mourir en 1305. (Sant’Angelo in Pontano [Macerata], 1245 – Tolentino [Macerata], 1305) : frère de l’ordre des ermites de Saint-Augustin (aujourd’hui ordre de Saint-Augustin, abrégé en « O.S.A. »), connu pour sa piété, ses miracles et sa dévotion aux âmes du purgatoire. L’Église catholique qui l’a canonisé en 1446.

Iconographie

Nicolas de Tolentino est représenté portant l’habit noir des ermites de saint Augustin, avec une étoile au-dessus de lui ou un soleil sur la poitrine, et dans sa main un lys ou une croix ornée de guirlandes de lys. Parfois, au lieu d’un lys, il tient un sac rempli d’argent ou de pain. [2]Piero della Francesca a laissé de saint Nicolas l’image d’une bonhommie qui pourrait être celle d’un bon vivant dans un portrait saisissant de vérité. Voir : Piero della Francesca, San Nicola da Tolentino, Milan, museo Poldi-Pezzoli.

Le soleil qui figure sur sa robe noire constitue un hommage à l’un des événements de la vie du saint : on raconte qu’une étoile brillante le suivait constamment dans ses mouvements et l’illuminait en entier.

Episodes de la vie de saint Nicolas de Tolentino

  • « I panini benedetti sono un segno particolare della devozione a san Nicola, legati ad un episodio della sua vita. San Nicola, gravemente malato, ottenne la grazia della guarigione per intervento della Vergine Maria, che, apparsa in visione, gli aveva assicurato: «Chiedi in carità, in nome di mio Figlio, un pane. Quando lo avrai ricevuto, tu lo mangerai dopo averlo intinto nell’acqua, e grazie alla mia intercessione riacquisterai la salute». Il santo non esitò a mangiare il pane ricevuto in carità da una donna di Tolentino, riacquistando così la salute. Da quel giorno san Nicola prese a distribuire il pane benedetto ai malati che visitava, esortandoli a confidare nella protezione della Vergine Maria per ottenere la guarigione dalla malattia e la liberazione dal peccato.La Chiesa ha approvato l’istituzione e l’uso dei Panini, prescrivendo un rito speciale per la loro benedizione, analogo a quello della benedizione delle palme, ma riservato all’Ordine Agostiniano. »
  • Molteplici sono i racconti entrati a fare parte della tradizione dei luoghi della giovinezza di Nicola, in particolare nel paese natale in cui tutt’oggi è radicata una forte devozione.
  • Si racconta che, nel tragitto da Sant’Angelo a Tolentino, trovandosi a passare nella città di San Ginesio, imponendo le mani impedì il crollo di una parte della cinta muraria, che ancora oggi si conserva integra.
  • Sempre durante il tragitto verso il convento, trovandosi in ritardo, impose le mani per fermare il sole fino a quando non fosse arrivato a destinazione (in modo simile a quanto accade a Giosuè; questa è anche una spiegazione alternativa per la raffigurazione del santo con il sole).
  • Il ponte del diavolo di Tolentino è chiamato così in ricordo della leggenda secondo cui l’architetto Benevegna, in difficoltà durante la costruzione del ponte (che veniva distrutto nottetempo dall’impetuosità del fiume Chienti), stipulò un patto con il diavolo, il quale assicurò la realizzazione del ponte in una sola notte in cambio dell’anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. L’architetto, pentitosi del suo patto col diavolo, si rivolse disperato a San Nicola. Il santo escogitò uno stratagemma: a costruzione ultimata benedisse il ponte; poi, attese che si avvicinasse un cane e fece rotolare una forma di formaggio dall’altra parte del ponte, costringendo l’animale ad attraversarlo. Il diavolo, accecato d’ira, tentò invano di distruggere il ponte con una cornata, che sarebbe ancora visibile.
  • Durante la sua permanenza nel convento di San Ginesio, San Nicola era solito portare del cibo ai mendicanti e, per non farlo sapere ai suoi superiori, nascondeva il pane nelle maniche della tunica. Venuti a sapere dell’espediente, i frati lo bloccarono chiedendogli cosa portasse. Il santo rispose: « petali di rose! » scrollando le maniche dalle quali uscirono petali di fiori.
  • Durante il cammino, San Nicola era solito fermarsi a pregare in una zona di campagna nelle vicinanze di Sant’Angelo. In quel punto fece sgorgare un piccolo pozzo dal quale abbeverarsi. Le fontanelle di San Nicola, come vengono chiamate oggi, secondo la tradizione smettono di sgorgare se un animale si abbevera ad esse, fino a quando non vengono nuovamente benedette da un sacerdote.
  • Annunciazione della nascita di San Nicola, Madonna che cura gli infermiEducazione di San Nicola
  • San Nicola ascolta la predica di Padre ReginaldoIngresso nell’OrdineMessa per le anime del Purgatorio
  • Guarigione della ciecaLiberazione del prigionieroSalvataggio dell’impiccato
  • Transito di san NicolaResurrezione di Filippo Barraca

Notes

Notes
1 Il doit son surnom « da Tolentino », du long séjour qu’il effectua dans cette ville, avant d’y mourir en 1305.
2 Piero della Francesca a laissé de saint Nicolas l’image d’une bonhommie qui pourrait être celle d’un bon vivant dans un portrait saisissant de vérité. Voir : Piero della Francesca, San Nicola da Tolentino, Milan, museo Poldi-Pezzoli.

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