Antonio Federighi, « Aquasantiera destra »

Antonio Federighi

Aquasantiera destra

Caciorgna : Motivi con i delfini compaiono nelle fasce che delimitano il ventre scanalato delle due acquasantiere all’ingresso del Duomo di Siena, scolpite da Antonio Federighi ante 1467, che deve essere l’autore non solo della rappresentazione delle Sette età del pavimento, ma anche del fregio. Al culmine della pila di destra, la vasca, dal ventre scanalato e ornato di festoni alternati a teste di cherubini e delfini affrontati, appare sorretta da alcuni possenti draghi, animali preistorici intenti a divorare coriacee tartarughe. Al culmine della pila di sinistra la vasca, dal ventre decorato da larghe scanalature, delimitato da una perlinatura e da una fascia con teste di cherubini, conchiglie, delfini, palmette e modiglioni, è sostenuta da tre aquile che paiono spiccare il volo e stringono fra gli artigli una serpe. Oltre che nella decorazione della vasca, il motivo dei delfini, si riscontra nel fusto dell’acquasantiera di sinistra: qui sono sovrastati da putti e divengono, secondo la simbologia cristiana, emblema del “Cristo amico”, del Redentore, che si è incarnato per la nostra salvezza [1]Charbonneau-Lassay, L., Le Bestiaire du Christ. La mystérieuse emblématique de Jésus-Christ, Paris, 1941 (rééd. Albin Michel, Paris, 2006), pp. 717-718.

Notes

Notes
1 Charbonneau-Lassay, L., Le Bestiaire du Christ. La mystérieuse emblématique de Jésus-Christ, Paris, 1941 (rééd. Albin Michel, Paris, 2006), pp. 717-718.
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