Zaccaria Zacchi, « Apostolo »

Zaccaria Zacchi (Arezzo, 1473 – Roma, 1544)

Apostolo (Apôtre), v. 1500-1540.

Terre cuite peinte,

Provenance : Cathédrale de San Cerbone, Massa Marittima.

Massa Marittima, Museo d’Arte Sacra di San Pietro all’Orto.

Zaccaria Zacchi [1]A colorire vivacemente il profilo biografico e artistico del volterrano tracciato fino ad ora si aggiungono i passi desunti dal alcune fonti cinquecentesche redatte da personaggi molto vicini a Zaccaria, in primis il bolognese Fra Leandro Alberti, il quale racconta come “in questi anni passati diede gran nome a questa patria Zaccaria Zacchio eccellente Statuario, come dall’opere da … Poursuivre

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1 A colorire vivacemente il profilo biografico e artistico del volterrano tracciato fino ad ora si aggiungono i passi desunti dal alcune fonti cinquecentesche redatte da personaggi molto vicini a Zaccaria, in primis il bolognese Fra Leandro Alberti, il quale racconta come “in questi anni passati diede gran nome a questa patria Zaccaria Zacchio eccellente Statuario, come dall’opere da lui fatte in Bologna, et in Roma conoscere si può. Fu Zaccaria non solamente scultore, ma etiandio curioso investigatore dell’antichitati, et delle cose rare, onde descrisse le cose della patria maravigliose, sì come le minere de i metalli, et di altre cose minerali, et dall’acque medi-cinevoli, come a parte io dimostrerò, havendo io veduto la descrittione, che fa di simili cose”. Un merito significativo tuttavia spetta ancora una volta all’anonimo autore della biografia strozziana nel descrivere uno Zacchi “pictor e sculptor famosissimus, architector et aquarum subterraneum inventor mirabilis et inauditus” 40, accompagnato dal ritratto offerto da un’altra fonte coeva che descrive Zaccaria “pictoris et sculptoris non minimi precii” 41, quasi a voler indicare come tra le due attività in cui dovette eccellere l’artista, quella di pittore sia da conside-rarsi di pari importanza rispetto a quella condotta con gli arnesi dello scultore. Notizie queste che sommate alle testimonianze archivistiche già rinvenute e a quelle recentemente riemerse sull’attività in patria dello Zacchi, documentato come pittore nel 1498 42, 1509 43, 1513 44, e nel 1517 anche come restauratore 45, permettono di infondere nuova luce sul profilo enigmatico del volterrano negli anni che precedettero il suo spostamento definitivo verso il nord Italia e che lo videro intensamente impegnato anche in ambito politico, in linea con la lunga tradizione famigliare 46, ricoprendo la carica di priore di Volterra nel 1502, 1505, 1512 e 1516 47. Anche il padre di Zaccaria, Giovanni, commerciante in pelli e cuoiami, poeta e letterato, fu tra i settantadue maggiorenti volterrani coinvolti attivamente nella vita economica, religiosa e politica cittadina 48, rivestendo quella particolare posizione che gli permise di svolgere un ruolo di rilievo anche per le sorti della carriera del figlio tanto che, proprio ad un suo diretto intervento, vanno ricon-dotte le commissioni a Zaccaria dei gruppi di Sant’Agostino e del Monte di Pietà di Volterra, e per ben due volte nel corso del 1506, la risoluzione di due controversie legate ad alcuni mancati pagamenti per la Pietà di San Francesco e della Confraternita di San Giusto alla Badia, 49. » David Lucidi, « Zaccaria Zacchi volterrano: una nota sulla formazione e qualche aggiunta al catalogo dello scultore », Nuovi Studi. Rivista di Arte Antica e Moderna, 2012, anno XVII, p. 137.
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