Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 – Florence, 1574)
Allegoria dell’Immacolata Concezione (Allégorie de l’Immaculée Conception), 1540-1541.
Huile sur panneau, 345 x 237 cm (sans cadre).
Inscriptions :
- (dans les phylactères porté par des anges) : « Quod Evae culpa damnavit / Mariae gratia solvit » [1]Quod Evae culpa damnavit, Mariae gratia solvit (« Tous ceux qui ont été damnés par la faute d’Ève sont sauvés grâce à Marie. »)
Florence, Archevêché, église des Santi Apostoli e Biagio.
Dans l’édition des Vite de 1568, Giorgio Vasari raconte dans son Autobiographie comment cette œuvre lui fut commandée en 1540 par Bindo Altoviti, alors consul de Florence à Rome, pour la chapelle familiale dédiée à la Conception dans l’église des SS. Apôtres à Florence un panneau, aujourd’hui aux Offices. Chemin faisant, il livre également les clés de lecture d’une œuvre dont l’iconographie se révèle complexe : « D’ottobre adunque, l’anno 1540, cominciai la tavola di messer Bindo [Altoviti], per farvi una storia che dimostrasse la Concezione di Nostra Donna, secondo che era il titolo della cappella; la qual cosa perché a me era assai malagevole, avutone messer Bindo ed io il parere di molti comuni amici, uomini litterati, la feci finalmente in questa maniera. Figurato l’albero del peccato originale nel mezzo della tavola, alle radici di esso, come primi trasgressori del comandamento di Dio, feci ignudi e legati Adamo et Eva; e dopo, agli altri rami feci legati di mano in mano Abram, Isac, Iacob, Moisè, Aron, Iosuè, Davit e gli altri re successivamente, secondo i tempi: tutti, dico, legati per ambedue le braccia, eccetto Samuel e San Giovanni Battista, i quali sono legati per un solo braccio, per essere stati santificati nel ventre. Al tronco dell’albero avvolto con la coda l’antico serpente; il quale, avendo dal mezzo in su forma umana, ha le mani legate di dietro; sopra il capo gli ha un piede, calcandogli le corna, la gloriosa Vergine, che l’altro tiene sopra una luna, essendo vestita di sole e coronata di dodici stelle. La qual Vergine, dico, è sostenuta in aria dentro uno splendore da molti Angeletti… in cielo poi… sono due putti che tengono in mano alcune carti, nelle quali sono scritte queste parole : Quos Evae damnavit, Mariae gratia solvit. » [2]Voir note 1.
