Catherine de Sienne, « Lettre 273. A frate Raimondo da Capua : l’esecuzione di un condannato a morte »

Catherine de Sienne, Lettera 273, a frate Raimondo da Capua : l’esecuzione di un condannato a morte (Santa CaterinaEpistolario (introduzione e note a cura di D. Umberto Meattini), Rome, Edizioni Paoline, 1979.)

Al nome di Gesù Cristo crucifisso e di Maria dolce. 
A voi, 1 dilettissimo e carissimo padre e figliuolo mio caro in Cristo Gesù. Io Caterina, serva e schiava de’ servi di Dio, scrivo a voi e racomandomivi nel pretioso sangue del Figliuolo di Dio, con desiderio di vedervi affogato e anegato nel sangue dolce del Figliuolo di Dio, el quale sangue è intriso col fuoco dell’ardentissima carità sua.2 Questo desidera l’anima mia, cioè di vedervi in esso sangue, voi e Nanni e Iacomo.3 Figliuolo, io non veggo altro remedio che4 veniamo a quelle virtù principali le quali sono necessarie a noi; non potrebbe venire, dolcissimo padre, l’anima vostra, la quale mi s’è fatta cibo, e non passa ponto di tempo che io non prenda questo cibo alla mensa del dolce agnello,5 svenato con tanto ardentissimo amore. Dico che, se non fuste anegati nel sangue, non perverreste alla virtù piccola della vera umilità, la quale nasciarà6 dell’odio, e l’odio dell’amore. E così l’anima n’esce con perfettissima purità, sì come el ferro esce purificato della fornace.7 Così voglio che vi serriate nel costato uperto8 del Figliuolo di Dio, el quale è una bottiga aperta, piena d’odore, in tanto che9 ’l peccato diventa odorifero. Ine10 la dolce sposa11 si riposa nel letto del fuoco e del sangue, ine vede ed è manifestato el segreto del cuore del Figliuolo di Dio. O botte spillata, la quale dài bere e inebbrii ogni inamorato desiderio, e dài letitia e illumini ogni intendimento,12 e riempi ogni memoria che ine s’affadiga, in tanto che altro non può ritenere, né altro intendere, né altro amare se non questo dolce e buono Gesù, sangue e fuoco, ineffabile amore! Poi che l’anima mia sarà beata di vedervi così anegati, io voglio che facciate come colui che attegne13 l’acqua con la secchia, cioè per smisurato desiderio versare l’acqua sopra ’l capo de’ fratelli vostri, e’ quali sono membri nostri, legati nel corpo della dolce sposa.14 E guardate che per illusioni di dimonio, le quali so che v’ànno dato impaccio e daranno, o per detto di creatura non tiriate adietro, ma sempre perseverate, ogni otta15 che vedeste la cosa più fredda, infine che vediamo spargere el sangue con dolci e amorosi desiderii. 
Su su, padre mio dolcissimo, e non dormiamo più,16 ché io odo novelle che io non voglio più né letto né testi. Ò cominciato già a ricévare uno capo17 nelle mani mie, el quale mi fu di tanta dolcezza, che ’l cuore no ’l può pensare, né la lingua parlare, né l’occhio vedere, né orecchie udire.18 Andò el desiderio di Dio, tra gli altri misterii fatti inanzi, e’ quali non dico, ché troppo sarebbe longo.19 Andai a visitare colui che vi sapete, e elli ricevette tanto conforto e consolatione che si confessò e disposesi molto bene. E fecemisi promettare20 per l’amore di Dio che, quando venisse el tempo della giustizia,21 io fusse con lui, e così promisi e feci. Poi, la mattina inanzi la campana,22 andai a lui, e ricevette grande consolatione; menàlo23 a udire la messa e ricevette la santa comunione, la quale mai più non aveva ricevuta. Era quella volontà acordata e sottoposta alla volontà di Dio; solo v’era rimaso uno timore di non essere forte in su quello punto :25 ma la smisurata e affocata bontà di Dio lo ingannò,2 creandoli tanto affetto e amore nel desiderio di me in Dio, che non sapeva stare senza lui,? dicendo: Sta’ meco e non m’abandonare, e così non starò altro che bene, e morrò contento ! e teneva el capo suo in sul petto mio. Io sentivo uno giubilo, uno odore del sangue suo, e non era senza l’odore del mio, el quale io aspetto di spandere per lo dolce sposo Gesù. Crescendo el desiderio nell’anima mia e sentendo el timore suo, disi: Confortati, fratello mio dolce, ché tosto giognaremo alle nozze. Tu n’andarai bagnato nel sangue dolce del Figliuolo di Dio, col dolce nome di Gesù, el quale non voglio che t’esca della memoria; io t’aspettarò al luogo della giustitia. Or pensate, padre e figliuolo, che ‘l cuore suo perdé ogni timore, la faccia sua si transmutò di tristitia in letitia, godeva e esultava e diceva: Unde » mi viene tanta gratia che la dolcezza dell’anima mia m’aspettarà al luogo santo della giustitia? (è gionto a tanto lume che chiama el luogo della giustitia luogo santo!). E diceva: Io andarò tutto gioioso e forte, e parrammi mille anni che io ne venga,33 pensando che voi m’aspettarete ine; e diceva parole tanto dolci che è da scoppiare’* della bontà di Dio! Aspettàlo35 al luogo della giustitia, e aspettai ine con continua oratione e presentia di Maria e di Caterina vergine e martire. Prima che giognesse elli, posimi giù, e distesi el collo in sul ceppo: ma non mi venne fatto che io avessi l’effetto pieno di me ine su. Pregai e constrinsis Maria che io volevo questa gratia, che in su quello punto gli desse uno lume e pace di cuore, e poi el vedesse tornare al fine suo 3ª Empissit tanto l’anima mia che, essendo la moltitudine del popolo, non potevo vedere creatura, per la dolce promessa fatta a me. Poi egli gionse, come uno agnello mansueto, e, vedendomi, cominciò a rìdare,*’ e volse che io gli facesse el segno della croce; e, ricevuto el se-gno, dissi: Giuso alle nozze, 4 fratello mio dolce, ché testé sarai alla vita durabile!43 Posesi giù con grande mansuetudine, e io gli distesi el collo, e chinàmi giù e ramentali el sangue dell’agnello:4 la bocca sua non diceva, se non «Gesù» e «Caterina», e così dicendo* ricevetti el capo nelle mani mie, fermando l’occhio nella divina bontà, dicendo: Io voglio!46 
Allora si vedeva Dio e Uomo, come si vedesse la chiarità del sole, e stava aperto e riceveva sanguet8 nel sangue suo: uno fuoco di desiderio santo, dato e nascosto nell’anima sua per gratia, riceveva nel fuoco della divina sua carità. Poi che ebbe ricevuto el sangue e ‘l desiderio suo, edt9 egli ricevette l’anima sua e la misse nella bottiga aperta del costato suo, pieno di misericordia, manifestando la prima verità che per sola gratia e misericordia egli el riceveva, e non per veruna altra operatione. O, quanto era dolce e inestimabile a vedere la bontà di Dio, con quanta dolcezza e amore aspettava quella anima partita dal corpo, – volto l’occhio della misericordia verso di lui, – quando venne a’ntrare dentro nel costato, bagnato nel sangue suo, che valeva per lo sangue del Figliuolo di Dio!5’ Così ricevuto da Dio, – per potentia fu potente a poterlo fare,52 – el Figliuolo, sapientia, verbo incarnato, gli donò e feceli participare el crociato amore, 5 col quale elli ricevette la penosa e obrobiosa morte, per l’obedientia che elli osservò del Padre in utilità dell’umana natura e generatione.» Le mani dello Spirito santo el serravano dentro. Ma elli » faceva uno atto dolce, da trares mille cuori (non me ne maraviglio, però che già gustava la divina dolcezza): volsesi come fa la sposa quando è gionta all’uscio dello sposo, che volle l’occhio e ‘l capo adietro, inchinando chi l’à acompagnata,58 e con l’atto dimostra segni di ringratiamento. Riposto che fu, » l’anima mia si riposò in pace e in quiete, in tanto odore di sangue che io non potei sostenere di levarmi el sangue, che m’era venuto adosso, di lui. Oimè, misera miserabile, ‘ non voglio dire più : rimasi nella terra con grandissima invidia. 
Parmi che la prima pietra sia già posta, e però non vi maravigliate se io non v’impongo che ‘1 desiderio di vedervi altro che anegati nel sangue e nel fuoco che versa el costato del Figliuolo di Dio. Or non più negligentia, figliuoli miei dolcissimi, poi che ‘l sangue cominciò a versare e a ricevere vita. »

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