DRAPPELLO: Il termine « drappello » deriva dal provenzale antico « tropel », a sua volta collegato al termine « trop » che significa « molto », di origine germanica. Il termine fa riferimento a un piccolo gruppo di soldati raccolti sotto la stessa insegna o bandiera. In senso più ampio, può indicare anche un piccolo gruppo di persone o animali.
LA CARICA DEI CARABINIERI A CAVALLO
Il Palio, per come è nato e per come nei secoli si è riscri o (pur adeguandosi alla storia contingente, ai mutamenti, importanti, personali, economici e sociali), ripresenta una metafora della guerra e dello scontro di parte.
Vivere (e capire) il Palio, è fare i con e riscoprire quello che, come italiani, siamo sta e ciò che (nel bene e nel male) abbiamo perduto. E non è un caso che, il giorno del Palio, in cima alla Torre del Mangia sventolino insieme la Balzana di Siena e il Tricolore d’Italia, per ribadire anche visivamente, che questa non è la festa solo di una città, ma parte della cultura nazionale. Non è solo coreografia quel drappello di carabinieri a cavallo, voluto, dal luglio del 1919, per ricordare la battaglia di Pastrengo comba uta il 30 aprile 1848 (quando si effettuò una carica composta da tre squadroni di carabinieri a cavallo che, rompendo l’accerchiamento, travolsero le truppe austriache comandate dal maresciallo Radetzky).
Il Drappello dei carabinieri a cavallo, non a caso, ha preso il posto dei “Cacciatori granducali” cioè di quei soldati che prima dell’unità d’Italia (1861) effettuavano lo sgombro della pista.
Il drappello di Carabinieri a cavallo: anche questa è una nota non « folcloristica » e tu ‘altro che anacronistica. Significa la contnuità del potere politico che dall’antica Repubblica (rappresentata in Piazza dai suoi balestrieri o dai « miles » delle Masse, che davano maggior affidamento di neutralità di fronte alle cittadine Contrade) passò ai Medici (presenti con le Lance Spezzate), ai Lorena (con gli Ussari della Guardia, i Cacciatori a cavallo o i Dragoni) e, infine, alla nuova nazione italiana, con i carabinieri a cavallo.
IL SALUTO DEI CARABINIERI A CAVALLO
I Carabinieri a cavallo, durante il Palio di Siena, salutano i contradaioli e i bambini delle Contrade. Questo saluto, con le spade alzate, avviene durante la « Prova Generale » che precede il Palio, di fronte al palco dove sono presenti i figuranti e, in particolare, i bambini delle Contrade, che prendono il posto del Corteo Storico. I contradaioli ricambiano il saluto sventolando i fazzole delle loro Contrade. Il gesto rievoca la battaglia di Pastrengo del 1848, in cui i Carabinieri a cavallo ebbero un ruolo significativo.
Il saluto dei Carabinieri a cavallo, schiera in piazza, salutano i contradaioli e i bambini delle Contrade con le spade alzate, questo saluto avviene durante la « Prova Generale », la terza delle prove serali che precedono il Palio.
Il saluto rappresenta un omaggio ai contradaioli e, in particolare, ai giovani, simbolo del futuro della città di Siena.
