Marco Bigio, « Madonna con Bambino tra i santi Felice e Mustiola »

Marco Bigio (attr.)

Madonna con Bambino tra i santi Felice e Mustiola (Vierge à l’Enfant entre les saints Félix et Mustiola), milieu du XVIe s.

Huile sur panneau,

Provenance : Basilique de Santa Mustiola (?), Chiusi (aujourd’hui démolie).

Chiusi, Museo diocesano della cattedrale e cunicoli etruschi di Chiusi.

Marco Bigio

La Passio I (BHL 4455, 4455a, 4456): analisi del testo

● La narrazione

Al tempo dell’imperatore Aureliano si scatena una dura persecuzione contro i cristiani e un vicario dell’imperatore, di nome Turcio, viene inviato con la carica di prefetto a ricercarli nella civitas Tuscana. Durante il viaggio da Roma a Chiusi Turcio si ferma nella città di Falerii, dove si trova il prete Felice. Questi non cessa di esortare i cristiani a persistere nella fede e perciò viene arrestato e condotto da Turcio. Interrogato dal persecutore non rinuncia alla fede e pertanto viene colpito in bocca con delle pietre, finché non muore. Un diacono di nome Ireneo ne raccoglie il corpo e lo seppellisce presso la città di Sutri, il 23 giugno. Turcio allora fa arrestare Ireneo e con il prigioniero incatenato al suo cocchio prosegue il viaggio da Sutri fino a Chiusi. Anche qui ricerca i cristiani e ne imprigiona molti. In carcere i prigionieri vengono visitati dalla matrona Mustiola, che li nutre e cura le loro ferite. Ma Mustiola è denunciata da un certo Torquato, che rivela come essa sia cugina dell’imperatore Claudio. Questa notizia fa infuriare Turcio, che fa arrestare e condurre davanti a sé la matrona. Ma quando la vede Turcio rimane colpito dalla sua bellezza, la perdona e la fa rilasciare. Si reca poi a casa sua e cerca di convincerla a rinunciare alla fede cristiana e a godersi i privilegi della sua condizione nobiliare, ma di fronte al fermo rifiuto di Mustiola Turcio ordina di decapitare i cristiani incarcerati e di impalare il diacono Ireneo. Ireneo è invitato ad abiurare per salvarsi, ma rifiuta, perciò viene scorticato vivo e bruciato, finché muore. Mustiola biasima la crudeltà del persecutore e ne profetizza la dannazione eterna, pertanto Turcio la condanna a morte per scritto (per inscriptionem). Viene flagellata con una frusta dotata di uncini di piombo (plumbatae) ed esala l’ultimo respiro il 3 luglio. Infine un sacerdote di nome Marco ne raccoglie il corpo e lo seppellisce presso la città di Chiusi. » [1]Pierluigi LICCIARDELLO, « La Passio di Felice, Ireneo e Mustiola, con edizione critica delle versioni BHL 4455-4456c », Analecta Bollandiana, Revue critique d’hagiographie – A Journal of Critical Hagiography, T. 138-I (2020), p. 12.

Notes

Notes
1↑ Pierluigi LICCIARDELLO, « La Passio di Felice, Ireneo e Mustiola, con edizione critica delle versioni BHL 4455-4456c », Analecta Bollandiana, Revue critique d’hagiographie – A Journal of Critical Hagiography, T. 138-I (2020), p. 12.