Giunta Pisano, « Crocifisso di Santa Maria degli Angeli »

Giunta di Capitino, dit Giunta Pisano (Pise, v. 1180 – v. 1265)

Crocifisso di Santa Maria degli Angeli (Croix peinte de Santa Maria degli Angeli), v. 1236.

Tempéra et or sur panneau, 174 x 131 cm.

Inscriptions :

  • (dans le titulus crucis, au sommet de la croix) : « IHS NASARENVS / REX IVDEORVM » [1]« Jésus le Nazaréen, roi des Juifs. »
  • (au bas de la croix) : « (Iu)nta PisanVs (Cap)itini me f(ecit) » [2]« Giunta di Capitino, de Pise, m’a fait. »

Provenance :

Assise, Museo di Santa Maria degli Angeli.

Giunta Pisano


Il Crocefisso di Giunta Pisano è senza dubbio una delle rappresentazioni del sacrificio di Cristo sulla croce più spirituali, intime, umane e al contempo solenni, di tutto il Medioevo italiano.
È verosimile che la straordinaria opera sia stata realizzata appositamente per la piccola chiesa della Porziuncola: le presenze di due fori nell’edificio rinvenuti alla stessa altezza in entrambi i lati del tamburo absidale e di un tratto di corda legato ad un chiodo sul davanzale della finestra centrale, evidenziate dal restauro effettuato nel 1998, sono infatti indizio dell’esistenza di una trave lignea che, in passato, nella cappella doveva fungere da iconostasi. Sopra tale struttura doveva poggiare l’opera sorretta per mezzo di una fune. In seguito alla costruzione del coro Vecchio la croce fu spostata probabilmente dalla Porziuncola al suo interno e successivamente alla demolizione di questo spazio (1687), dopo essere stata esposta per un po’ di tempo “a capo della navata del SS. Sacramento”, essa venne trasferita in un armadio nella Cappella delle Reliquie, dove fu rinvenuta alla fine del XVIII secolo.
Nell’opera, che sin dalla creazione del Museo è custodita nel cosiddetto Oratorio del Crocefisso (oggi Sala B), è possibile ammirare uno dei primi e più importanti esempi in Italia di Christus patiens ritratto in una croce dipinta monumentale. Questa particolare tipologia di raffigurazione – che mostra Cristo sofferente, rappresentato al momento dell’estremo sacrificio o pendente senza vita dal legno della croce – nasce in area bizantina nel IX-X secolo e si diffonde in Occidente, inizialmente per mezzo di miniature ed oreficerie, in sostituzione dell’immagine del Christus triumphans, il Signore vittorioso sulla morte e immune dal dolore che compare, ad esempio, nel celeberrimo Crocefisso di San Damiano.
Nella croce del museo, capolavoro di Giunta caratterizzato da una straordinaria compostezza formale ed emotiva, il capo di Gesù – circondato da un disco bugnato che funge da aureola, con una croce incisa a punzone sul fondo dorato – è reclinato sulla spalla destra. Il corpo ormai senza vita, coperto solo da un perizoma bianco dagli ornati indaco, disegna un’ampia curva nello spazio, esprimendo con grande intensità e compiutezza la sofferenza umana e la reale morte del Salvatore.
Il Crocefisso presenta una forma a croce latina potenziata, con il tabellone dorato centrale ornato di un fregio continuo a palmette. Sul disco della cimasa campeggia la piccola figura di Cristo Redentore benedicente, mentre le tabelle laterali recano le splendide figure dolenti della Vergine Maria e dell’apostolo Giovanni. Alla base si legge l’iscrizione con il nome dell’artista.

Le présent Crucifix de Giunta Pisano est parmi les représentations les plus spirituelles, intimes, humaines et en même temps solennelles du sacrifice du Christ sur la croix de tout le Moyen Âge italien.
Il est probable que cette œuvre extraordinaire ait été réalisée spécifiquement pour la petite église de la Porziuncola : la présence de deux trous dans l'édifice trouvés à la même hauteur de part et d'autre du tambour de l'abside et d'un bout de corde attaché à un clou sur le rebord de la fenêtre centrale, mis en évidence par la restauration réalisée en 1998, témoignent en effet de l'existence d'une poutre en bois qui, dans le passé, devait servir d'iconostase dans la chapelle. L'ouvrage devait être soutenu par une corde au-dessus de cette structure. Suite à la construction du Vieux Chœur, la croix fut probablement déplacée de la Porziuncola vers son intérieur et suite à la démolition de cet espace (1687), après avoir été exposée pendant quelque temps « à la tête de la nef du SS. Sacramento », elle a été transférée dans une armoire de la Chapelle des Reliques, où elle a été retrouvée à la fin du XVIIIe siècle.
Dans l'œuvre, conservée dans l'Oratoire du Crucifix (aujourd'hui Salle B) depuis la création du Musée, il est possible d'admirer l'un des premiers et des plus importants exemples en Italie de Christus patiens représenté dans une croix peinte monumentale.
Dans la croix du musée, chef-d'œuvre de Giunta caractérisé par un extraordinaire calme formel et émotionnel, la tête de Jésus - entourée d'un disque rustiqué qui fait office d'auréole, avec une croix gravée d'un poinçon sur le fond doré - est allongée sur l'épaule droite. Le corps désormais sans vie, recouvert uniquement d'un pagne blanc aux décorations indigo, dessine une large courbe dans l'espace, exprimant avec une grande intensité et complétude la souffrance humaine et la mort réelle du Sauveur.

Le Crucifix a une forme de croix latine rehaussée, avec le plateau central doré orné d’une frise continue de palmettes. Sur le disque du cymatium se détache la petite figure du Christ Rédempteur bénissant, tandis que les tables d’appoint portent les splendides figures douloureuses de la Vierge Marie et de l’apôtre Jean. A la base on peut lire l’inscription avec le nom de l’artiste.

C. C. Malvasia, Le pitture di Bologna, Bologne,
1686 (edizione 1969, p. 231); P. Toesca, Storia
dell’arte italiana. Il Medioevo, Turin, 1927, p.
1038, in nota; E. Sandberg Vavalà, La croce dipinta italiana, Vérone, 1929, pp. 868, 872; C. Ricci e G. Zucchini, Guida di Bologna, Bologne, 1930 (edizione Bologna 1968, p. 32); C. Brandi, Mostra della Pittura Riminese del Trecento, Rimini, 1935, p. XV; Idem, Il Crocifisso di Giunta Pisano in S. Domenico a Bologna, in ‘L’Arte’, XXXIX, 1936, pp. 71-91; R. Oertel, Giotto-Ausstellung in Florenz, in ‘Zeitschrift für Kunstgeschichte’, VI, 1937, pp. 218-238, in particolare p. 219; M. Salmi, La Mostra giottesca, in ‘Êmporium’, LXXXVI, 1937, pp. 349-364, in particolare p. 351; G. Sinibaldi e G. Brunetti, Pittura italiana del Duecento e del Trecento. Catalogo della Mostra giottesca del 1937, Florence, 1943, p. 55; R. Longhi, Giudizio sul Duecento, in ‘Proporzioni’,II, 1948, pp. 5-54 (edizione 1974, pp. 1-53, in particolare p. 8); E. B. Garrison, Italian Romanesque Panel Painting, Florence, 1949; C. Gnudi, San
Domenico. La basilica e l’arca, Bologne, 1957, pp. 15, 74; D. Campini, Giunta Pisano Capitini e le Croci dipinte romaniche, Milan, 1966, pp. 59-60; V Alce, Il convento di San Domenico nel secolo XIII, in ‘Culta Bononia. Rivista di studi bolognesi’, IV, 1972, 2, pp. 127-174; M. Boskovits, Giunta Pisano: una svolta nella pittura italiana del Duecento, in ‘Arte illustrata’, 1973, 55-56, pp. 339-352; E. Carli, Museo di Pisa, Pisa 1974, pp. 36-37, scheda n. 25; A. Caleca, Pittura del Duecento e del Trecento a Pisa e a Lucca, in La pittura in Italia. Il Duecento e il Trecento, a cura di E.
Castelnuovo, I, Milano 1986, p. 233 e vol. II, pp. 582-583; F. Todini, Pittura del Duecento e del Trecento in Umbria e il cantiere di Assisi, in La pittura in Italia. Il Duecento e il Trecento, a cura di E. Castelnuovo, II, Milano 1986, pp. 375-413, in particolare p. 375; L. C. Marques, La peinture du Duecento en Italie Centrale, Paris 1987, pp. 49, 52; B. Toscano, Giunta Pisano, in Dizionario della pittura e dei pittori, II, Turin, 1990, p. 623; A. Tartuferi, Giunta Pisano, Soncino 1991, p. 32; L. Bellosi, Cimabue, Milan, 1998, pp. 32, 34, 38…

Notes

Notes
1 « Jésus le Nazaréen, roi des Juifs. »
2 « Giunta di Capitino, de Pise, m’a fait. »

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