‘Sodoma’ (Giovanni Antonio Bazzi dit le), fresque de la Cappella degli Spagnoli

‘Sodoma’ (Giovanni Antonio Bazzi dit le), fresque de la Cappella degli Spagnoli

Sienne, église de Santo Spirito

Un ruolo fondamentale per la diffusione di questo culto lo svolse la divulgazione del cosiddetto “Codex Calixtinus”, conosciuto anche con il nome di Liber Sancti Jacobi (“Libro di San Giacomo”) e falsamente attribuito a Papa Callisto II (1060 circa – 1124).

Esso è in pratica la sintesi del corpus dottrinario, ideologico e liturgico su cui si fondò il culto dell’apostolo. Un culto assai importante e di forte rilevanza politica, considerando che il corpo dell’apostolo Giacomo era l’unico a non essere deposto a Roma, e che per questo Compostela era stata promossa nel 1121 a sede arcivescovile.

Il Santo tra l’altro ebbe poi un ulteriore compito mediatico nella guerra per la “reconquista” da parte dei cristiani di quella parte della penisola iberica caduta sotto la scure musulmana. Fu allora che ebbe l’appellativo di “Santiago matamoros” (ammazza mori, cioè gli infedeli), anche se la leggendaria vicenda risalirebbe alla battaglia di Clavijo che si sarebbe svolta nel lontanissimo 844.

Secondo tale credenza, durante lo scontro armato tra i cristiani (guidati da Ramiro I re delle Asturie) e i musulmani, San Giacomo Maggiore sarebbe apparso su di un cavallo bianco ed avrebbe partecipato alla battaglia contro gli infedeli facendo vincere i primi.

A partire dal XV secolo l’iconografia che rappresenta questo evento si moltiplica esponenzialmente ed anche a Siena, nella chiesa di Santo Spirito, ne abbiamo un chiaro esempio.

Si tratta di un affresco che si trova nella cosiddetta “Cappella degli Spagnoli”, la prima a destra entrando, e fu realizzato nel 1530 dal Sodoma(Giovanni Antonio Bazzi).

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