Giovanni Antonio Lappoli, « Allegoria dell’Immacolata Concezione e i Santi Nicola, Francesco, Elisabetta, Girolamo, Giovanni Battista »

Giovanni Antonio Lappoli (Arezzo, 1492- 1552)

Allegoria dell’Immacolata Concezione e i Santi Nicola, Francesco, Elisabetta, Girolamo, Giovanni Battista (Allégorie de l’Immaculée Conception et les saints Nicolas, François, Élisabeth, Jean Baptiste), 1545.

Huile sur panneau, 233 x 157 cm.

Inscriptions :

  • (en bas à droite) : « IO(H)ANN(E)S ANT(ONIUS) LAPPOLUS / ARET(INUS) EXPRIMEBAT QU/OD ALIUS ET VOTOET ANIMO CON/CEPISSET ANNO / MDXLV » [1]« Giovanni Antonio Lappoli, d’Arezzo, à exprimé ce qu’un autre a conçu par la parole et par l’esprit, l’an 1545. » (Date et signature).

Provenance : Leg Crociani.

Montepulciano, Museo Civico. Pinacoteca Crociani.

Influencé par l’œuvre d’Andrea del Sarto et celle de Iacopo Carucci, dit ‘le Pontormo’, dans l’atelier duquel il reçu sa formation [2]« […] se n’andò a Fiorenza ; dove fra l’opere di molti che vidde, gli piacque, più che quella di tutti gli altri che avevano in quella città operato nella pittura, la maniera d’Andrea del Sarto e di Iacopo da Puntormo : per che risolvendosi d’andare a stare con uno di questi due, si stava sospeso a quale di loro dovesse appigliarsi, quando scoprendosi la Fede e … Poursuivre, Giovanni Antonio Lappoli fut également sensible à celles de Sebastiano del Piombo, de Parmigianino, avec qui, ainsi que le rappelle Vasari, il partageait une passion pour le luth [3]« Antonio dunque, essendosi messo a stare, per essere governato, in casa d’un ser Raffaello di Sandro Zoppo, cappellano in San Lorenzo, al quale dava un tanto l’anno, dismesse in gran parte lo studio della pittura ; perciò che, essendo questo prete galantuomo e dilettandosi di pittura, di musica e d’altri trattenimenti, praticavano nelle sue stanze, che aveva in San … Poursuivre, et Perin del Vaga. [4]« Andato dunque con esso messer Paolo a Roma, vi trovò Perino, il Rosso et altri amici suoi, et oltre ciò gli venne fatto, per mezzo di messer Paolo, di conoscere Giulio Romano, Bastiano Viniziano e Francesco Mazzuoli da Parma, che in que’ giorni capitò a Roma. Il quale Francesco dilettandosi di sonare il liuto, e perciò ponendo grandissimo amor a Giovanni Antonio, fu cagione, col … Poursuivre

L’Arbre de Jessé [5]« Egredietur virga de radice Jesse et flos eius ascendet et requiescet super eum spiritus Domini » (« Une tige sort de la racine de Jessé et sa fleur se dresse et l’esprit du Seigneur repose sur elle ».) Es 11, 1-3. et le « serpent » pietiné.

Officialisant des croyances remontant aux premiers temps de la chrétienté, le pape Pie IX a proclamé le dogme de l’Immaculée Conception (8 décembre 1854) et Pie XII celui de l’Assomption un siècle plus tard (1er novembre 1950).

Selon le dogme de l’Immaculée Conception, Marie a été conçue d’une façon tout à fait ordinaire par ses parents mais dès la conception, son âme a été préservée de la souillure du péché originel qui frappe les descendants d’Adam et Eve.

Marie aurait donc conçu Jésus en il étant vierge, ce que professe l’Église catholique depuis le IIIe siècle, « mais elle aurait aussi été conçue elle-même sans péché et sans tache (immaculée). » Herodote.net, en ligne : https://www.herodote.net/almanach-ID-2539.php

« La fête de l’Immaculée Conception découle d’une croyance populaire qui remonte à Byzance et au haut Moyen Âge. 
Selon celle-ci, la mère du Christ aurait été « conçue avant tous les siècles » et épargnée dès sa conception par le péché originel. Elle serait donc née sans péché et sans souillure (immaculée), à la différence des autres descendants d’Adam et Ève.
NB : ne confondons pas cette immaculée conceptionavec la conception virginale de son fils Jésus-Christ, «né de la Vierge Marie». » https://www.herodote.net/almanach-ID-2539.php

Mettant un terme à plusieurs siècles de débats théologiques, le pape Pie IX fait de la croyance en l’Immaculée Conception un dogme officiel de l’Église catholique le 8 décembre 1854, dans sa bulle Ineffabilis Deus. 

Dans l’Allégorie de l’Immaculée Conception et saints du Musée de Montepulciano, on peut noter la présence de certains visages au nez camus, portant moustache et barbe, très proches de ceux peints par Pontormo. 

Nicoletta Baldini, « Giovann’Antonio Lappoli. gli anni della formazione fra Arezzo e Firenze (1509 – 1525) », Mitteilungen Des Kunsthistorischen Institutes in Florenz, vol. 54, no. 3, 2010, pp. 445–78. JSTOR, http://www.jstor.org/stable/23349720. Accessed 14 Sep. 2022.

Daniele Simonelli, « Appunti su Giovanni Antonio Lappoli a Montepulciano e alcune proposte per il suo catalogo », Torrita. Storia, Arte, Paesaggio, 9, mai 2019.

Notes

Notes
1↑ « Giovanni Antonio Lappoli, d’Arezzo, à exprimé ce qu’un autre a conçu par la parole et par l’esprit, l’an 1545. » (Date et signature).
2↑ « […] se n’andò a Fiorenza ; dove fra l’opere di molti che vidde, gli piacque, più che quella di tutti gli altri che avevano in quella città operato nella pittura, la maniera d’Andrea del Sarto e di Iacopo da Puntormo : per che risolvendosi d’andare a stare con uno di questi due, si stava sospeso a quale di loro dovesse appigliarsi, quando scoprendosi la Fede e la Carità fatta dal Pontormo sopra il portico della Nunziata di Firenze, deliberò del tutto d’andare a star con esso Puntormo, parendogli che la costui maniera fusse tanto bella, che si potesse sperare che egli, allora giovane, avesse a passare inanzi a tutti i pittori giovani della sua età, come fu in quel tempo ferma credenza d’ognuno. » Giorgio Vasari, « Vita di Giovann’Antonio Lappoli, pittore aretino »
3↑ « Antonio dunque, essendosi messo a stare, per essere governato, in casa d’un ser Raffaello di Sandro Zoppo, cappellano in San Lorenzo, al quale dava un tanto l’anno, dismesse in gran parte lo studio della pittura ; perciò che, essendo questo prete galantuomo e dilettandosi di pittura, di musica e d’altri trattenimenti, praticavano nelle sue stanze, che aveva in San Lorenzo, molte persone virtuose, e fra gl’altri messer Antonio da Lucca, musico e sonator di liuto eccellentissimo, che allora era giovinetto, dal quale imparò Giovan Antonio a sonar di liuto. E se bene nel medesimo luogo praticava anco il Rosso pittore et alcuni altri della professione, si attenne più tosto il Lappoli agl’altri che a quelli dell’arte, da’ quali arebbe potuto molto imparare et in un medesimo tempo trattenersi. » Giorgio Vasari, VI, p. 9.
4↑ « Andato dunque con esso messer Paolo a Roma, vi trovò Perino, il Rosso et altri amici suoi, et oltre ciò gli venne fatto, per mezzo di messer Paolo, di conoscere Giulio Romano, Bastiano Viniziano e Francesco Mazzuoli da Parma, che in que’ giorni capitò a Roma. Il quale Francesco dilettandosi di sonare il liuto, e perciò ponendo grandissimo amor a Giovanni Antonio, fu cagione, col praticare sempre insieme, che egli si mise con molto studio a disegnare e colorire et a valersi dell’occasione che aveva d’essere amico ai migliori dipintori che allora fussero in Roma. » Giorgio VASARI,
5↑ « Egredietur virga de radice Jesse et flos eius ascendet et requiescet super eum spiritus Domini » (« Une tige sort de la racine de Jessé et sa fleur se dresse et l’esprit du Seigneur repose sur elle ».) Es 11, 1-3.

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