Taddeo di Bartolo (Sienne, 1362 ou 1363 – 1422)
San Giovanni Battista (Saint Jean Baptiste), 1395.
Panneau provenant du polyptyque dit Pala Casassi, tempéra et or sur panneau, 50,5 x 30 cm (dimensions de la seule partie originale, à l’exclusion des ajouts dans la zone supérieure)
Provenance :
Montecalvoli (Asciano), Castello di Gallico, Collezione Salini.
G. Amato, in La Collezione Salini, 2009, I, pp. 224-229, cat. 27.
Alcuni elementi delle cuspidi si trovano oggi in collezioni private o musei specifici, come la Collezione Salini (esposta al Castello di Gallico ad Asciano) con il San Giovanni Battista, e il Lindenau Museum di Altenburg con il Redentore benedicente. Il corpo principale del polittico si trova invece al Musée des Beaux-Arts de Grenoble in Francia
La dispersione del Polittico Casassi di Taddeo di Bartolo segue una dinamica storica tipica di molti capisaldi dell’arte medievale italiana, segnata da ammodernamenti liturgici, soppressioni napoleoniche e collezionismo privato.
Le tappe dello smembramento
- Il cambio di gusto e lo smontaggio: Nel corso del XVII o XVIII secolo, con l’avvento del Barocco, molti polittici gotici a fondo oro vennero giudicati antiquati. Venivano quindi rimossi dagli altari principali, privati della loro monumentale cornice lignea originale e spesso smembrati per essere spostati in sagrestie, cappelle secondarie o depositi.
- Le soppressioni napoleoniche (inizio ‘800): Il colpo definitivo alla coesione dell’opera avvenne con le storiche requisizioni francesi. La chiesa di San Paolo all’Orto a Pisa subì la sconsacrazione (exécration). I pannelli principali del polittico (la Madonna col Bambino e i santi laterali) vennero confiscati dalle truppe napoleoniche e spediti in Francia. Entrarono così a far parte del nucleo fondante del Musée des Beaux-Arts de Grenoble, dove si trovano tuttora.
- Il mercato antiquario e i Casassi: Gli elementi considerati « minori » o più frammentari, come le cuspidi superiori, la predella e i pilastrini laterali, non presero la via della Francia ma rimasero in Italia. Passarono nelle mani di storiche famiglie e collezionisti pisani (da cui il nome convenzionale di Pala Casassi).
- La frammentazione moderna: Nel corso del XIX e XX secolo, gli eredi Casassi e i successivi proprietari vendettero separatamente i singoli pezzi sul mercato antiquario internazionale. Questo ha portato le tre cuspidi e gli elementi accessori a dividersi ulteriormente tra musei esteri (come il Lindenau Museum di Altenburg in Germania) e prestigiose collezioni d’arte private italiane (come la Collezione Salini a Siena).
Reconstitution de la Pala Cassassi

Reconstruction du pentaptyque peint pour Gherardo Casassi dans l’église de San Paolo all’Orto, Pise, 1395.
Tempéra et or sur panneaux.
Provenance : église de San Paolo all’Orto, Pise.
Grenoble, Musée des Beaux-Arts, Montecalvoli (Asciano), Castello di Gallico, Collezione Salini,
- Taddeo di Bartolo, Vierge à l’enfant entre les saints Gérard, Paul, André et Nicolas. Musée de Grenoble.
Notes
| 1↑ | D’après Gail SOLBERG, Taddeo di Bartolo (cat. d’exp. Pérouse 2020), Cinisello Balsamo, (Milan), Silvana Editoriale, 2020, p. 289. |
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