Ambrogio Lorenzetti

« Ebbe nella Città di Siena eccellentissimi e dotti maestri, fra quali vi fu Ambruogio Lorenzetti, fu famosissimo e singolarissimo maestro, fece moltissime opere. Fu nobilissimo componitore […] » [1]« Ebbe nella Città di Siena eccellentissimi e dotti maestri, fra quali vi fu Ambruogio Lorenzetti fu famosissimo e singularissimo maestro fece moltissime opere. Fu nobilissimo componitore fra le quali opere è ne’ Frati minori una storia la quale è grandissima et egregiamente fatta, tiene tutta la pariete d’uno Chiostro come uno giovane diliberò essere Frate ; come il detto giovane si … Poursuivre

Ambrogio Lorenzetti (Sienne, actif de 1319 à 1348) : peintre.

« L’attribution du panneau de Vico l’Abate à Ambrogio Lorenzetti a permis à De Nicola [2]Voir Giacomo De Nicola, « Il soggiorno fiorentino di Ambrogio Lorenzetti », dans Bollettino d’arte del ministero della Pubblica Istruzione, XVI, 1922-1923, pp. 49-58. de consolider l’hypothèse de Meyenburg [3]Ernst Von Meyenburg, Ambrogio Lorenzetti. Ein Beitrag zur Geschichte der Sienesische Malerai, Zurich, Burchdruckerei Jean Frey, 1903 (rep. Kessinger Publishing, 2009). qui suggérait que le séjour du maître à Florence avait été divisé en différents temps et selon différentes modalités : une première courte période – pour ainsi dire – de ‘sujétion’, qualifiée par une assimilation intense mais passive des nouveautés substantielles de la peinture de Giotto (phase représentée par la Madonna de Vico l’Abate, plus circonstanciée ensuite du fait des rapports avec Florence des années 1320 et 1321) ; et un deuxième séjour ‘plus important’, qui peut être placé ‘vers 1332’, caractérisé par une ‘réaction’ fondée sur la fierté siennoise du peintre, avec d’importantes réflexions sur les modes de la figuration florentine, en particulier sur l’œuvre de Bernardo Daddi. » [4]Gianluca Amato, « La Madonna di Vico l’Abate », dans Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini, Max Seidel (dir.), Ambrogio Lorenzetti (cat. d’exp.), Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2017, p. 126.

« Dans le milieu artistique de la première moitié du XIVe siècle, Lorenzetti est certainement le peintre le plus intellectuel d’une école alors à son apogée. Attesté aujourd’hui avant tout (ses nombreux cycles religieux ayant disparu)  par les fresques du Bon Gouvernement et du Mauvais Gouvernement qu’il réalise en 1338-1339 pour le gouvernement des Neuf dans la Salle de la Paix du Palazzo Pubblico, son succès est celui du peintre qui représente, aux sens propre et figuré, les idéaux et les intérêts des dirigeants politiques et de l’intelligentsia siennoise, dont le développement accompagne l’installation dans la ville, en 1332, de nombreux professeurs provenant de l’Université de Bologne. Cette « migratio » bolonaise est à l’origine de la création de l’Université de Sienne, qui marque profondément la vie intellectuelle de la cité et dont la trace se retrouve en particulier dans les allégories politiques du Palazzo Pubblico. Un siècle plus tard, le Florentin Lorenzo Ghiberti ne s’y trompe d’ailleurs pas, qui considère Ambrogio Lorenzetti comme le plus grand peintre siennois et, mis à part Giotto, le plus grand peintre italien du siècle : « autrement doué que les autres »,  « nobilissimo compositore« , il était surtout « très expert dans la théorie de son art. » Ghiberti ne précise pas ce qu’il entend par cette « teorica » mais l’importance de la notion se marque au fait qu’il n’emploie ce terme qu’à propos des Anciens, d’Ambrogio Lorenzetti, et de lui-même. » [5]ARRASSE 1999, p. 84. Lorenzo Ghiberti (I Commentari, 1450) exalte Ambrogio Lorenzetti pour mieux l’opposer à tous les autres peintres ; c’est ainsi qu’il le qualifie de “famosissimo et singularissimo maestro” (maître très célèbre et très singulier), “nobilissimo componitore” (auteur de très nobles compositions), “perfectissimo” (très parfait), “huomo di grande … Poursuivre

L’inscription : « HOC OPUS FECIT PETRUS LAURENTII ET AMBROSIUS EIUS FRATER M.CCC.XXX.V [6]« Cette œuvre a été faite par Pietro Lorenzetti et Ambrogio son frère en 1335 ». L’inscription est rapportée pour la première fois par Isidoro Ugurieri-Azzolini (Sienne, 15..? – 1665) dans Le pompe sanesi, o’ vero Relazione delli huomini, e donne illustri di Siena, e suo Stato, scritta dal padre maestro fr. Isidoro Vgurgieri Azzolini dell’ordine de’ … Poursuivre », qui figurait sur l’une des fresques perdues de l’Ospedale di Santa Maria della Scala, confirme le rapport fraternel qui unissait Pietro et Ambrogio Lorenzetti.

Œuvres visibles à Sienne et dans le pays siennois

Notes

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1 « Ebbe nella Città di Siena eccellentissimi e dotti maestri, fra quali vi fu Ambruogio Lorenzetti fu famosissimo e singularissimo maestro fece moltissime opere. Fu nobilissimo componitore fra le quali opere è ne’ Frati minori una storia la quale è grandissima et egregiamente fatta, tiene tutta la pariete d’uno Chiostro come uno giovane diliberò essere Frate ; come il detto giovane si fà Frate, e il loro maggiore il veste, e come esso fatto Frate con altri Frati dal maggior loro con grandissimo fervore addimandano licenza di passare in Asia per predicare a Sarrayni la fede de’ Cristiani ; e come i detti Frati si partano, e vanno al Soldano: come essi cominciarono a predicare la fede di Cristo, di fatto essi furon presi e menati innanzi al Soldano, di subito comandò essi fussono legati a una colonna e fosseno battuti con verghe. Subito essi furon legati e due cominciarono a battere i detti Frati, lui è dipinto come due gli hanno battuti e colle verghe in mano, e scambiati altri due essi si riposano co’ capelli molli gocciolanti di sudore, e con tanta ansietà e con tanto affanno pare una meraviglia a vedere l’arte del maestro ancora, e tutto el popolo a vedere cogli occhi adosso agli ignudi Frati. Evvi il Soldano a sedere al modo moresco e con variate postature e con diversi abiti, pare vedere essi essere certamente vivi, e come esso Soldano dà la sentenzia essi siano impiccati a uno albero. Evvi dipinto come essi ne impiccano uno a uno albero manifestamente tutto el popolo che v’è a vedere sente parlare e predicare el Frate impiccato all’albero, come comanda al giustiziere essi siano dicapitati. Evvi come essi Frati sono dicapitati con grandissima turba a vedere a cavallo e a piede. Evvi lo esecutore della giustizia con moltissima gente armata, evvi uomini e femmine, e dicapitati i detti Frati si muove una turbazione di tempo scuro con molta grandine, saette, tuoni, terremuoti, pare a vederla dipinta pericoli el cielo e la terra, pare tutti cerchino di ricuoprirsi con grande tremore vengonsi gli uomini e le donne arrovesciarsi i panni in capo, e gli armati porsi in capo i palvesi, essere la grandine folta in su i palvesi, pare veramente che la grandine balzi in su palvesi con venti meravigliosi. Vedesi piegare gli alberi insino in terra, e quale spezzarsi, e ciascheduno pare che fugga, ognuno si vede fuggente. Vedesi el giustiziere cadergli sotto il cavallo e ucciderlo, per questo si battezzò moltissima gente. Per una storia pitta mi pare una meravigliosa cosa. Costui fu perfettissimo maestro uomo di grande ingegno. Fu nobilissimo disegnatore, fu molto perito nella teorica di detta arte. Fece nella facciata dello spedale due storie, e furono le prime l’una è quando nostra Donna nacque, la seconda quando ella andò al tempio molto egregiamente fatte. Ne’ Frati di Santo Agostino dipinse el Capitolo, nella volta sono pitte le storie del Credo ; nella faccia maggiore sono tre istorie, la prima è come Santa Caterina è in un tempio, e come el tiranno è alto, e come egli la domanda pare che sia in quello di festa in quello tempio evvi dipinto molto popolo dentro e di fuori. Sonvi e sacerdoti all’altare come essi fanno sacrificio. Questa istoria è molto copiosa e molto eccellentemente fatta. Dall’altra parte come ella disputa innanzi al tiranno co’ savi suoi e come e pare ella gli conquida. Evvi come parte di loro pare entrino in una biblioteca e cerchino di libri per conquiderla. Nel mezzo Cristo crocifisso co’ ladroni e con gente armata a piè della croce. Nel palagio di Siena è dipinto di sua mano la pace e la guerra, evvi quello s’appartiene alla pace e come le mercatanzie vanno con grandissima sicurtà, e come le lasciano ne’ boschi, e come ei tornano per esse. E le storsioni si fanno nella guerra stanno perfettamente. Evvi una cosmografia, cioè tutta la terra abitabile. Non c’era allora notizia della cosmografia di Tolomeo, non è da maravigliare se la sua non è perfetta. E tre tavole nel Duomo molto perfette di sua mano. E a Massa una grande tavola e una Cappella. A Volterra una nobile tavola di sua mano. In Firenze è il Capitolo di Santo Agostino. In Santo Brocolo in Firenze è una tavola, e una Cappella. Alla scala dove si ritengono i gittati è una Nunziata meravigliosamente fatta.

Maestro Simone fu nobilissimo pittore e molto famoso. Tengono i pittori Sanesi fosse il migliore ; a me pare molto migliore Ambruogio Lorenzetti et altrimenti dotto che nessuno degli altri. » Lorenzo Ghiberti, I Commentari (v. 1452-1455), éd. Ottavio Morisani, Naples, Ricciardi, 1948 (« Commentario secondo », p. 37).

2 Voir Giacomo De Nicola, « Il soggiorno fiorentino di Ambrogio Lorenzetti », dans Bollettino d’arte del ministero della Pubblica Istruzione, XVI, 1922-1923, pp. 49-58.
3 Ernst Von Meyenburg, Ambrogio Lorenzetti. Ein Beitrag zur Geschichte der Sienesische Malerai, Zurich, Burchdruckerei Jean Frey, 1903 (rep. Kessinger Publishing, 2009).
4 Gianluca Amato, « La Madonna di Vico l’Abate », dans Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini, Max Seidel (dir.), Ambrogio Lorenzetti (cat. d’exp.), Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2017, p. 126.
5 ARRASSE 1999, p. 84. Lorenzo Ghiberti (I Commentari, 1450) exalte Ambrogio Lorenzetti pour mieux l’opposer à tous les autres peintres ; c’est ainsi qu’il le qualifie de “famosissimo et singularissimo maestro” (maître très célèbre et très singulier), “nobilissimo componitore” (auteur de très nobles compositions), “perfectissimo” (très parfait), “huomo di grande ingegno” (homme d’une grande ingéniosité), “nobile disegnatore” (noble dessinateur) et, comme l’indique Arasse, “dotto” (savant), “molto perito nella teorica di detta arte” (très expert dans la théorie de l’art).
6 « Cette œuvre a été faite par Pietro Lorenzetti et Ambrogio son frère en 1335 ». L’inscription est rapportée pour la première fois par Isidoro Ugurieri-Azzolini (Sienne, 15..? – 1665) dans Le pompe sanesi, o’ vero Relazione delli huomini, e donne illustri di Siena, e suo Stato, scritta dal padre maestro fr. Isidoro Vgurgieri Azzolini dell’ordine de’ Predicatori, 1649 (In Pistoia : nella stamperia di Pier’Antonio Fortunati, 1649).