Dionisio Montorselli, « Santa Caterina a la visione del martirio di san Lorenzo »

Dionisio Montorselli (L’Aquila, 1653 – Sienne, 1712) [1]Dionisio Montorselli (L’Aquila, 1653 – Sienne, 1712). Peintre, essentiellement actif à Sienne. C’est lorsqu’il séjourne à Rome en 1685 qu’il découvre la peinture de Pierre de Cortone et de Guido Reni, deux peintres dont il demeure très fortement influencé. Plusieurs de ses œuvres sont visibles dans différentes églises de Sienne.

Santa Caterina a la visione del martirio di san Lorenzo (Sainte Catherine à la vision du martyre de saint Laurent), ante 1685.

Huile sur toile, 435 x 258 cm.

Provenance : Couvent des moniales de San Lorenzo, Sienne.

Sienne, Église de Santa Maria in Provenzano.

Nell’Archivio della Chiesa di Provenzano al libro delle Deliberazioni, alla data 3 gennaio 1685, è la notizia che il quadro in oggetto fu tolto dal convento delle monache di S. Lorenzo a Siena per essere donato, dietro invito del Principe Francesco Mattia di Tocana, a quel tempo governatore di Siena, e su esecuzione del legato del Signor Tolomeo Borghesi, alla chiesa di Provenzano. Dal documento si apprende anche che il quadro era provvisoriamente destinato all’altare Borghesi (v. scheda) sul quale, a quel tempo, era posta una « Pentecoste » del Sorri, oggi conservata nella Pinacoteca di Siena e che il quadro del Montorselli non avrebbe dovuto sostituire. Sulla scorta del documento in esame non solo si può con certezza assegnare il quadro al Montorselli, cosa del resto mai messa in dubbio dalle guide e dalle fonti senesi, ne’ nell’Invenatrio del 1729, conservato nell’archivio della chiesa di Provenzano; ma possiamo anche, usando il 1685 come termine antequem, datarlo approssimativamente qualche anno prima del 1685, epoca in cui il Montorselli è documentato a Roma. Ma nell’analisi stilistica del dipinto è però possibile ipotizzare da parte del Montorselli la conoscenza, almeno indiretta, ma certo puntuale, della cultura figurativa romana dei primi tre o quattro decenni del sec. XVII, soprattutto Poussin nei due cavalieri a destra sullo sfondo, che ricordano in maniera precisa il cavaliere del Martirio di S. Erasmo; a Pietro da Cortona, la cui ripresa è testimoniata nel secondo piano a destra, cioè nelle figure dell’Imperatore Valeriano e nel tempio circolare alle spalle, che ci riporta, per il senso statuario della figura, agli affreschi di S. Bibiana,e, per quanto riguarda un certo gusto narrativo, le architetture, l’attenzione per la verità storica dei dettagli ed anche per una propensione alla festualità persuasiva dei personaggi, alle tele dipinte dal Berrettini per i Sacchetti verso la fine del terzo decennio. Il Montorselli appare comunque memore anche dell’ultima maniera del Cortona, come si esemplifica nel « Sacrificio a Diana » dipinto da Pietro verso il 1633, e della pittura del Reni, che rimane però nel Montorselli a livello di ripresa tipologica dei volti, senza capirne il senso più profondo

L’interno della Collegiata vede al centro dell’abside il maestoso altare maggiore, realizzato dall’architetto senese Flaminio del Turco. Quest’opera, di grande ricchezza decorativa, cattura lo sguardo dell’osservatore perché in alto, in una teca, conserva l’immagine a mezzo busto in terracotta della venerata Madonna di Provenzano (seconda metà del sec. XV); le due figure sottostanti di San Bernardino e Santa Caterina invitano i fedeli a raccogliersi in preghiera.
A destra della navata il primo altare marmoreo è impreziosito dal dipinto del pittore senese Rutilio Manetti (1571 – 1639), raffigurante la Messa di San Cerbone (1630). Il pavimento sotto la cupola, in marmi policromi come gli altari, fu realizzato nel 1685 per volere del granduca Cosimo III (1642 – 1723). Al centro, lo stemma della famiglia Medici è affiancato dagli emblemi del principe e dalla balzana senese, mentre, intorno, sono raffigurate le insegne delle Diocesi del territorio senese. Nel transetto di destra si trova l’altare della SS. Annunziata, costruito nel 1639; qui è collocata la tela  raffigurante Santa Caterina d’Alessandria e Santa Caterina da Siena in adorazione della Vergine Annunciata, eseguita nel 1612 da un altro pittore senese, Francesco Rustici (1586 – 1626), detto il “Rustichino”. 
Sull’altare del transetto sinistro vediamo invece un Cristo Crocifisso ligneo (sec. XVII) fra le statue dei Dolenti e di Maria Maddalena, realizzate dall’intagliatore senese Antonio Manetti (1805 – 1887), mentre l’altare di Santa Caterina, sulla sinistra della navata, conserva al centro la Visione di Santa Caterina del martirio di San Lorenzo di Dionisio Montorselli (1653 ca. – 1710). Decorano inoltre le pareti della chiesa quattro tele ottocentesche e una serie di dipinti a monocromo della metà del XVII secolo, con storie del Vecchio Testamento e soggetti celebrativi, fra i quali, opera di Bernardino Mei (1616 – 1676), è La profezia di Brandano.

Notes

Notes
1 Dionisio Montorselli (L’Aquila, 1653 – Sienne, 1712). Peintre, essentiellement actif à Sienne. C’est lorsqu’il séjourne à Rome en 1685 qu’il découvre la peinture de Pierre de Cortone et de Guido Reni, deux peintres dont il demeure très fortement influencé. Plusieurs de ses œuvres sont visibles dans différentes églises de Sienne.
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